martedì 2 agosto 2016

Consigli per gli acquisti: libri per un'estate di riflessione

Come tutti gli anni, siamo pronti per le vacanze. I ragazzi fremono e sono tutti eccitati per la partenza. I genitori sono nervosi perchè devono switchare da modalità lavoro/execution in modalità relax (o worliday, mezzo lavoro, mezzo holiday).
Mentre si preparano le valigie, non possono mancare i libri, conforto di una vita.

Nella mia valigia capiente i libri non possono mancare. Come l'estate scorsa vi fornisco qualche consiglio per gli acquisti:

- Edoardo Albinati, La scuola cattolica, Rizzoli, 2016; un salto negli anni Settanta, pervasi da una cultura in grado di plasmare veri e propri assassini quali Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido, autori del terribile delitto del Circeo. Proverranno dagli stessi ambienti di destra (vedasi Il Borghese e Il Fiorino) i duri attacchi al governatore della Banca d'Italia Paolo Baffi e al vicedirettore generale Mario Sarcinelli, costretti ahiloro alle dimissioni.
- Elvio Fassone, Fine pena: ora, Sellerio, 2015; una corrispondenza durata 26 anni tra un ergastolano e il suo giudice. Salvatore, il condannato, scrive al giudice Fassone parole che mai scorderà: "Se suo figlio nasceva dove sono nato io , adesso era lui nella gabbia". Un libro commovente.
- Pierre Lemaitre, Tre giorni e una vita, Mondadori, 2016; per chi ama il genere noir; si fa fatica a chiudere il libro ed andare a letto.
- Sandro Gerbi, I Cosattini. Una famiglia antifascista di Udine, Hoepli, 2016;
- Lucia Berlin, La donna che scriveva, Bollati Boringhieri; racconti vivi.
- Antonio Manzini, 7-7-2007, Sellerio, 2016; lo abbiamo scoperto ben prima dei suoi successi commerciali con il suo primo libro noir ambientato a Champoluc, Pista nera; il vicequestore Rocco Schiavone è un mito vivente.
- Marco Malvaldi, La battaglia navale, Sellerio, 2016; si ride parecchio.
- Sandro Trento, Flavia Faggioni, Imprenditori cercasi. Innovare per riprendere a crescere, il Mulino, 2015; la tesi degli autori è la seguente: "Non è vero che l'Italia sia un Paese a forte vocazione imprenditoriale e che le nostre difficoltà di crescita dipendano quasi soltanto dagli ostacoli di natura pubblica (eccessiva tassazione, PA inefficiente, mancanza di infrastrutture). In realtà nessuno dei prodotti di successo ad alto contenuto di innovazione, in questi ultimi 20 anni, è stato progettato e prodotto in Italia".
- John Kay, editorialista del Financial Times, Other people's money (il cui titolo ricorda ampiamente il volume del consigliere della Corte Suprema Americana Louis Brandeis), che fustiga la finanza malata.
- Pierluigi Ciocca, Ai confini dell'economia, Aragno, 2016; un saggio via l'altro accompagnati dalla saggezza raffinata del "governatore mancato" di Bankitalia;
- Alessandro Robecchi, Di rabbia e di vento, Sellerio, 2016;
- V. Lippolis, G.M. Salerno, La presidenza più lunga (di Giorgio Napolitano, presidente per 7 anni +2), il Mulino, 2016.

Se proprio avete voglia di leggere roba tosta, proprio se non riuscite a prendere sonno, allora portate con voi anche il volume di Paolo Baffi (curato dal sottoscritto), Servitore dell'interesse pubblico. Lettere 1937-1989, Aragno, 2016, che verrà presentato l'8 settembre alla Biblioteca di Fregene con il presidente emerito della Repubblica Sen. Giorgio Napolitano.

Chiudo augurandovi buone vacanze con il messaggio di Padre Jacques Hamel, barbaramente sgozzato da due pazzi fanatici seguaci dell'ISIS: "Il tempo delle vacanze è anche tempo per il riposo, per gli incontri, per la condivisione e la convivialità. Un tempo per l'incontro con le persone a noi vicine, gli amici: un momento per prenderci il tempo di vivere qualcosa insieme. Un tempo per essere attenti agli altri, chiunque siano".


Buona estate a tutti.

lunedì 25 luglio 2016

Un libro per l'estate dello storico Sandro Gerbi: "I Cosattini, una famiglia antifascista di Udine"

L'Italia è divisa in due: chi legge, e chi non legge. Chi legge è più felice, bien sur, ma ancora più lieto è il lettore forte, colui che legge più di un libro al mese. Per tutti, comunque, ci sentiamo di consigliare un libro per l'estate: "I Cosattini. Una famiglia antifascista di Udine" (Hoepli editore, 2016), scritto da Sandro Gerbi, storico di vaglia.
Mentre nel Belpaese circolano sedicenti storici, che interpretano molto mentre frequentano poco gli archivi, Gerbi inizia un lavoro partendo dal basso, dalle fonti, senza le quali la storia non si fa. Già in passato Gerbi ci ha dato una lezione scrivendo - con un altro segugio d'archivio, Raffaele Liucci - un interessante biografia su Indro Montanelli (edito sempre da Hoepli), che svela quanto fosse fantasioso (anche nel raccontare) il giornalista di Fucecchio.
Non a caso, dopo i ringraziamenti di rito, Gerbi dedica una pagina intera alle fonti archivistiche.

"I Cosattini? Mai sentiti nominare. Questo il tipico commento di studiosi e amici quando raccontavo loro l'argomento del mio libro", così l'attacco di Gerbi, che ringraziamo per averci fatto conoscere un pezzo di storia italiana.

Il "capostipite", avvocato Cosattini, è stato per tre legislature (tra il 1919 e il 1926) un deputato socialista di spicco e, in seguito, primo sindaco di Udine dopo la Liberazione.

Gerbi ci porta subito dentro la Storia, 30 Maggio 1924: "Giacomo Matteotti ha appena finito il suo vibrante discorso, in cui ha contestato - per i brogli e le violenze squadristiche - la validità dell elezioni politiche del 6 aprile, vinte dai fascisti (...). Cosattini, che di Matteotti era amico e compagno (nel Partito socialista unitario) si congratula con lui per il coraggio e il vigore dimostrato in aula. Al che Matteotti risponde: "Ora preparatevi a fare la mia commemorazione". Un lucido presagio, visto che il 10 giugno sarebbe stato rapito in auto da sicari fascisti sul Lungotevere Arnaldo da Brescia e barbaramente trucidato".

Gerbi ci conduce per mano non solo nella biografia di Giovanni Cosattini, ma anche raccontandoci la storia di una famiglia - antifascista - lungo il corso di due generazioni. Dal micro scopriamo il macro, il "secolo breve", il fascismo, l'ostracismo della "meglio gioventù", la Resistenza

Mi ha colpito la vicenda di Luigi Cosattini (1913-1945), primogenito, una brillante carriera scolastica fino a conseguire l'abilitazione alla "libera docenza" in Diritto Civile" a Padova. Amico di Norberto Bobbio, giocò un ruolo nella Resistenza a Udine nelle file del Partito d'Azione. Deportato a Buchenwald, non fece più ritorno. Il 25 luglio 1943, dopo che il Gran Consiglio del Fascismo ha defenestrato Benito Mussolini, scrive ai genitori: "Chissà cosa ci si prepara: ma certo ora, in un momento, l'Italia è in piedi, è pronta a tutto, è fresca, è giovane. Può guardare serenamente al futuro. E, in sostanza, ha cancellato da sè la sua grande vergogna".
Sono proprio parole di verità quelle di Natalia Ginzburg: "Allora io avevo fede in un avvenire facile e lieto, ricco di desideri appagati, di esperienze e di comuni imprese. Ma era quello il tempo migliore della mia vita e solo adesso che che m'è sfuggito per sempre, solo adesso lo so".

Emma, la figlia minore di Giovanni Cosattini, sposò giovanissima Giovanni Enriques, manager all'Olivetti e imprenditore (la fece rinascere) alla casa editrice Zanichelli. Dopo la nascita di Federico e Lorenzo, Emma si ammalò di febbre tifoidea e morì a soli 25 anni.
Di Giovanni Enriques voglio ricordare un refrain valido quanto mai: "Sono gli uomini che fanno le cose". Diamoci da fare, bando alla pigrizia, andiamo alla Hoepli a comprare un volume che merita di essere letto.