lunedì 31 ottobre 2016

Il caso Ilaria Capua: l'operato di alcuni magistrati lascia molto perplessi

Ilaria Capua
Lo scorso 28 settembre la deputata Ilaria Capua, scienziata di fama mondiale, si è dimessa dal Parlamento (era stata eletta nel 2013 con Scelta Civica). E' una grave perdita per la Camera dei Deputati, che infatti ha approvato le dimissioni senza problemi.
Ilaria Capua è stata vittima di un'inchiesta che per anni l'ha costretta a difendersi da accuse infamanti, "traffico internazionale di virus, associazione a delinquere, epidemia, tentata epidemia".  La cagionata epidemia è punita con l'ergastolo. La storia in dettaglio è raccontata qui.

Dopo anni di inchieste e indagini, la procura di Verona chiude il caso con il classico "Il fatto non sussiste".

Nel suo discorso alla Camera, da leggere per intero, Capua ha definito l'inchiesta “un incubo senza confini e una violenza che non solo mi ha segnata per sempre, ma che ha coinvolto e stravolto anche la mia famiglia”. Ha poi parlato con nettezza del fattore tempo e della dignità.

"Nell’affrontare ogni giorno in questa Camera la mia nuova condizione di «persona non credibile», e oltretutto accusata di crimini gravissimi, ho vissuto sulla mia pelle per oltre due anni, come la mancanza di credibilità non mi stesse permettendo di portare avanti quello per cui mi ero impegnata con i miei elettori. E qui torno alla parola rispetto – perché è proprio la combinazione del rispetto per i miei elettori ed il rispetto per me stessa che – come se fossero parte di un algoritmo – mi ha fatto comprendere che in quelle condizioni non stavo utilizzando al meglio il tempo che avevo a disposizione.
Sì, perché non ci piace pensarlo, ma ognuno di noi ha un tempo limitato che gli resta da vivere – e utilizzare al meglio quel tempo è una forma di rispetto verso se stessi e verso gli altri. Anzi un dovere. Ho sentito quindi, che fosse giunto il momento di tornare ad usare il mio tempo al meglio, di tornare nel mondo scientifico, purtroppo non in quello italiano, in un ambiente nel quale non avessi mai perso la credibilità e nel quale fossi riconosciuta ed apprezzata".

Paolo Mieli si illude se pensa che qualcuno chieda scusa.

Oggi Ilaria Capua lavora in Florida, direttrice del centro di eccellenza "One Health". Un'altro cervellone che se ne va dal Belpaese.

Adolfo Beria d'Argentine
Un magistrato di alto livello come Adolfo Beria d'Argentine - consigliere del Csm, giudice istruttore e poi Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Milano - cercò di far sentire la sua voce al fine di rendere più selettivo il concorso per entrare in magistratura. In una lettera a Paolo Baffi del 26 giugno 1983, Beria scrive:

Signor Governatore, (...). Al convegno sul segreto bancario non ho fatto altro che ripetere...come esempio esemplare di cosa non deve fare il giudice la vicenda che Lei e Sarcinelli ha vissuto. Certo è che con il sistema di reclutamento dei giudici che, nonostante i nostri sforzi, la classe politica non vuole modificare si mette l'onore, la libertà, il patrimonio dei cittadini in mano a laureati in legge di cui si è accertato solo un minimo di conoscenza di nozioni di diritto e non altro! La stessa maturità mentale ed equilibrio viene attestata da un qualsiasi ufficiale sanitario comunale che non vuole certo mettersi contro il futuro "signor giudice"!  (ASBI, Carte Baffi, Governatore Onorario, cart. 6, fasc. 19).

Chiudo con una massima di Adolfo Beria d'Argentine che vale oggi quanto mai: "Il giudice è quella persona che deve mantenere la mente fredda in un ambiente caldo".

P.S.: se volete approfondire, leggete l'intervista di Ilaria Capua a Claudio Cerasa, direttore del Foglio

lunedì 24 ottobre 2016

L'Europa non comprende assolutamente il fenomeno Trump. The Donald può vincere perchè l'America è molto diversa da come la conosciamo

In Europa pensiamo che gli Stati Uniti siano la California, il New York Times e il Washington Post. Invece l'America è ben diversa. La Bible Belt non sappiamo quanto sia rozza, grezza, e popolata dai seguaci del Ku Klux Klan.

In un post del maggio scorso scrivevamo: "l'ignoranza dell'americano medio spesso è abissale. Noi siamo subito pronti a criticare le nostre scuole e i nostri insegnanti. Ma non abbiamo idea di quanta ignoranza ci sia nelle High School americane. Solo all'Università colmano i gap con la Vecchia Europa".

Il problema, serio, in tutto il mondo, è la divaricazione del tenore di vita tra classi agiate e non. La scomparsa della classe media è il fattore decisivo. Nella recente intervista di Barack Obama a Repubblica, il presidente degli Stati Uniti insiste sulle politiche economiche inclusive: "La nostra sfida, quindi, è quella di fare in modo che i benefici dell'integrazione siano condivisi più ampiamente e che eventuali problemi economici, politici o culturali, siano affrontati correttamente. Ciò richiede politiche economiche inclusive, che investano fortemente nei nostri cittadini dando loro istruzione, competenze e la formazione necessaria per aumentare gli stipendi e ridurre le disuguaglianze. Richiede un sistema di scambi commerciali che protegga i lavoratori e l'ambiente. Richiede di tenere alti i nostri valori e tradizioni in quanto società pluraliste e diverse; e di rifiutare una politica di "noi" contro "loro" che cerca di fare di immigrati e minoranze un capro espiatorio".

Obama centra il punto, e parla di "capitalismo senz'anima": "ho messo in guardia contro un capitalismo senz'anima che avvantaggia solo i pochi in alto e che contribuisce alla disuguaglianza e a un gran divario tra ricchi e poveri...Abbiamo bisogno di forti reti di sicurezza per proteggere le persone in tempi di difficoltà. E dobbiamo continuare a lavorare per frenare gli eccessi del capitalismo adottando standard più severi per il settore bancario e in materia fiscale, e una maggiore trasparenza, per aiutare a prevenire le ripetute crisi che minacciano la nostra prosperità condivisa".

Nella transizione delle economie occidentale da prevalentemente manifatturiere a concentrate sui servizi, sarà decisiva la conoscenza, l'abilità intellettuale, le competenze. E molti rimarranno fuori, se non hanno la formazione adeguata.

Michelle Obama
Questo spiega come mai Hillary Clinton non è in testa ai sondaggi con 50 punti di vantaggio. Federico Rampini ha scritto correttamente che "il margine ridotto non è quello che ci si aspetterebbe per una candidata qualificata, esperta, competente, che affronta un cialtrone, egomaniaco, narcisista, imbroglione e bugiardo, incompetente e inaffidabile".

Dopo il terzo dibattito Trump-Clinton - dove Trump ha dichiarato di accettare solo un risultato elettorale chiaro, riservandosi un legal challenge in caso di "questionable result" - bene ha fatto il Financial Times di venerdì scorso a titolare "in prima pagina "Trump stokes future over accepting US election result". Nella pagina dei commenti - dove il motto è "without fear and without favour", l'FT sostiene che il partito conservatore Americano dovrebbere prendere le distanze da "The Donald": "Bitter Trump must not poison US democracy".

Lo scrittore Scott Turow, autore di numerosi bestseller, ha detto: "Se domani Trump dicesse che il mondo è piatto e che c'è una cospirazione per farlo credere rotondo molti dei suoi gli crederebbero. Perchè pensare che mentono tutti salvo chi dice cose incredibili e senza riscontri semplifica la vita. Chi non guarda ai fatti non ha bisogno di prendersi responsabilità".

Il professore tedesco di sociologia Hartmut Rosa sulla Lettura/Corriere ha insistito sul tema del mancato ascolto, sulla risonanza che non c'è: "Credo che l'attuale crisi della democrazia dipenda dal fatto che le persone non si sentano più ascoltate, viste interpellate. La democrazia è una grande cassa di risonanza: dà a ciascuno una voce che può essere udita e consente perciò il rapporto reciproco. Ma la promessa è disattesa...La crisi può essere superata solo riconquistando la nostra capacità di risonanza e per questo è necessario un mutamento delle istituzioni politiche, economiche, sociali e statali".

Sono queste le classi, arrabbiate, che voteranno per Donald Trump. Più Trump è grezzo, insulso, più è considerate verace e non ipocrita. Ai pochi europei che tifano per Trump consiglio di leggere il discorso di Michelle Obama, che può essere riassunto dall'espressione "Enough is enough".

P.S.: inaspettatamente i maggiori lettori di questo blog risiedono negli Stati Uniti. Talenti scappati?  Sarei lieto se commentassero questo post su Trump e Clinton.

lunedì 17 ottobre 2016

Il Nobel per la Letteratura a Bob Dylan? Fa felice il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco

A sorpresa giovedì scorso il comitato dell'Accademia svedese ha attribuito il premio Nobel per la Letteratura a Bob Dylan, che è stato capace di "creare una nuova espressione poetica nella grande tradizione della canzone Americana".
E' stata un'astuzia della storia il fatto che lo stesso giorno ci abbia lasciato l'immenso Dario Fo, così tanto osteggiato in vita (perchè ha preso il giro il potere e dato dignità agli oppressi), quanto rimpianto da morto (tranne da Renato Brunetta).

Io sono d'accordo con lo scrittore statunitense Gary Shteyngart: "I totally get the Nobel committee. Reading books is hard". Sulla stessa linea Alessandro Baricco: "E' come dare il Grammy Awards a Javier Marìas perchè c'è una bella musicalità nella sua narrativa". Irvine Welsh, lo scrittore scozzese di Trainspotting ha scritto su Twitter: "Sono un fan di Bob Dylan ma questo è un premio a base di nostalgia mal concepita, attribuito da hippy rimbambiti che parlano a vanvera".

Chi sarà certamente felice per il premio a Dylan è il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco che nel 2014 scrisse un intervento  dal titolo "The times they are a-changin'", poi confluito nel volume "Perchè i tempi stanno cambiando" (il Mulino, 2015).


Evaristo Beccalossi
L'attacco di Visco lo possiamo considerare un passaggio di Evaristo Beccalossi ai membri della giuria svedese? Beh, non esageriamo. E' solo un po' di nostalgia del bel calcio, a San Siro se ne vede sempre meno.

Così Visco: "Perchè i tempi stanno cambiando (For the times they are a-changin'): così cantava Bob Dylan cinquant'anni fa. E in questo mezzo secolo i tempi sono veramente cambiati....Se i cambiamenti degli ultimi cinquant'anni non sono stati né lineari né indolori, il guadagno di benessere economico e sociale per la gran parte dell'umanità è stato straordinario. Il volano è il cambiamento tecnologico".

The times they are a-changin'
Come mothers and fathers/
Throughout the land
And don't criticize
What you don't understand

Visco spiega come il cambiamento sia diventato impetuoso con la fine della Guerra fredda: "Con l'introduzione di internet cambia il modo di comunicare e con la telefonia mobile la comunicazione diviene straordinariamente ampia e incommensurabilmente meno cara...Nei trasporti, l'abbattimento delle tariffe aeree ha fatto impennare il numero dei viaggiatori".

E' cambiata anche la geopolitica e il peso delle economie cosiddette emergenti è cresciuto non poco: "L'economia globale è oggi sei volte più grande rispetto a cinquant'anni fa e il prodotto procapite è più che raddoppiato sebbene la popolazione mondiale sia ormai più di due volte quella di allora".

Ignazio Visco
La globalizzazione, spesso osteggiata, ha consentito a milioni di persone di migliorare il proprio tenore di vita. Nel 2010, con cinque anni di anticipo rispetto all'obiettivo fissato, si sono dimezzate le persone che vivono in condizioni di povertà assoluta (ossia con un reddito inferior a 1,25$ al giorno). Il governatore sottolinea che "oltre un miliardo di persone vive ancora in queste condizioni. Va ricordato inoltre che al miliardo di persone che da tali condizioni sono uscite bsogna aggiungere l'aumento nell'ultimo quarto di secolo, di oltre due miliardi della popolazione mondiale, per la maggior parte proprio nei paesi emergenti e in via di sviluppo, che in queste condizioni non sono entrati. La distanza di questi paesi in termini di speranza di vita rispetto al mondo occidentale è altresi drasticamente diminuita".

Rimane certamente in piedi il tema della concentrazione della ricchezza. L'1% della popolazione, e ancora di più lo 0,1%, migliora ogni anno il proprio tenore di vita e si prende una fetta sempre maggiore della ricchezza. Visco puntualizza: "Mentre le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi tra paesi si sono ridotte, quelle all'interno di ciascun paese si sono ampliate, tra il 1990 e il 2010".

Comunque il governatore Visco, tra l'ipotesi del "ristagno secolare" - portata avanti da Larry Summers -, e quella della "seconda età delle machine" (definizione tratta dal volume di Brynjolfsson e McAfee, La nuova rivoluzione delle macchine. Lavoro e prosperità nell'era della tecnologia trionfante) parteggia per la seconda. Speriamo che abbia ragione Visco.

lunedì 10 ottobre 2016

Continuare a favorire i pensionati significa favorire chi sta già bene

Ieri in prima pagina il Corriere della Sera - esuberante - dava molto spazio al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il quale inneggiava alla nuova manovra fiscale del governo a favore dei pensionati.

Sempre più spesso nei dibattiti televisivi - ormai inguardabili, meglio spegnere la tv e studiare -  si usa la locuzione "I poveri pensionati", come se fosse una verità rivelata, un mantra indiscutibile. Non è così. In Italia la classe agiata sono coloro che hanno superato i 55 anni. I dati della Banca d'Italia sulla distribuzione del reddito per classe di età sono inoppugnabili.

Durante la crisi le classi più danneggiate sono quelle con il capofamiglie sotto i 34 anni. A seguire la fascia 35-44. La fascia 55-64 anni ha mantenuto il tenore di vita solito, mentre addirittura la fascia "oltre i 64 anni" ha migliorato dal 2002 in avanti la propria situazione economica.

Poletti festeggia dicendo che "La quattordicesima dei pensionati sarà aumentata del 30%". "Chi paga", direbbe il compianto Ugo La Malfa? Noi aggiungiamo che ha senso aiutare le categorie più disagiate - ci mancherebbe - ma in molti casi si aiutano coloro che non ne hanno bisogno.
Anche in questo caso il governo malauguratamente non ha volute inserire il vincolo dell'ISEE - indice della situazione economica complessiva familiare". In questo modo un soggetto con la pensione bassa - che magari ha pagato esigui contributi - con un marito agiato, si vede aumentare la propria pensione.
Altro dato. Secondo la Banca d'Italia il 17% del bonus da 80 euro (10 miliardi all'anno) è affluito a chi ha un reddito familiare particolarmente elevato.
Ancora una volta si rompe l'importantissimo principio stabilito dall'ottima ministra Elsa Fornero, che ha stabilito per tutti il principio contributivo: la tua pensione dipenderà da quello che hai versato in tutta la tua vita lavorativa (con rivalutazione, se il pil sale!).

L'indagine annua della Banca d'Italia - il prossimo aggiornamento a dicembre - ci ha detto che in termini reali il reddito degli anziani oltre i 65 anni è al 160% del suo livello del 1994 e quello dei giovani fino a 30 è al 40%.

Siamo alle solite. Si pensa sempre ai pensionati. Ma ai giovani qualcuno pensa? La piramide demografica invertita pende a favore degli anziani. Sono loro che vanno a votare con percentuali di affluenza maggiore. Sarà per quello, ipotizza Federico Fubini, che il governo tende a favorirli?